La città di Modica (Patrimonio Unesco dal 2002)

La città di Modica (Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2002) sorge sulla confluenza di due fiumi a carattere torrentizio che dividono l’altopiano in quattro colline: Pizzo, Idria, Giganta e Monserrato. Il suo centro storico è ricco di architetture barocche civili e religiose e si trova a circa 15 Km a sud dal capoluogo di provincia. La città di Modica, il cui nome etimologicamente deriverebbe dal fenicio Mùtika (albergo, dimora), o dal siculo Mùrika (roccia nuda, non coltivabile), si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon di natura carsica. I due fiumi che la attraversano, Pozzo dei Pruni e Janni Mauro (ormai asciutti e coperti nel tratto urbano), si uniscono a formare il Modicano, il cui alveo che attraversa la città è stato coperto nei primi anni del XX secolo, divenendo l’odierno Corso Umberto I, ovvero, l’asse principale della città. Il nucleo urbano storico è diviso in due aree: Modica alta con gli edifici che “scalano” i fianchi dei colli e Modica bassa che si sviluppa nella valle attorno il Corso Umberto I. La città moderna, Modica sorda, si sviluppa verso sud  sul colle Monserrato. Il territorio comunale è molto vasto, e si sviluppa partendo dalle pendici dei Monti Iblei e, degradando dolcemente verso la costa da una quota di 550 m s.l.m., fino ad affacciarsi sul Canale di Sicilia con le frazioni marinare di Maganuco e Marina di Modica.

Le case della città vecchia sono addossate le une sulle altre e risultano spesso mere estensioni di antiche grotte scavate nei fianchi delle colline calcaree ed abitate fin dalla preistoria. Sono state censite circa 700 grotte. Il tessuto urbano, è, infatti, un intrigo di casette, viuzze e lunghe scale, che richiamano l’impianto medievale del centro storico, che era avviluppato attorno allo sperone della collina del Pizzo, sul quale poggiava un inaccessibile Castello.

La zona dove sorge l’odierna Modica fu popolata prima dai Sicani, successivamente dai Fenici ed infine stabilmente dai Siculi che occuparono la Sicilia sud-orientale a discapito delle popolazioni dei Sicani. La vera e propria fondazione delle varie città sicule si può far risalire al 1360 a.C., 80 anni prima della guerra di Troia. In epoca romana viene citata da Cicerone come uno dei territori più fertili dell’Impero. Viene conquistata dagli arabi nell’844/45 e poi dai Normanni per circa due secoli e mezzo. E’ durante la dominazione degli Aragonesi di Spagna che la contea di Modica raggiunse i suoi maggiori fasti. La contea fu amministrata, avvicendandosi al potere, dai Conti Mosca, Chiaramonte e Cabrera che per potere e ricchezza nulla avevano da invidiare al sovrano. Sotto il dominio dei Chiaramonte si sviluppò uno stile artistico che prese il nome di Chiaramontano e che trovò la sua massima espressione nell’edificazione dei numerosi castelli che possedeva la famiglia nell’intera isola. Nel 1296 la contea di Modica si fuse con Ragusa e nel 1366, sotto la guida di Manfredi III Chiaramonte, la contea acquisì le terre di Terranova (Gela) e di tutto l’arcipelago maltese raggiungendo così il massimo splendore. Nell’812 la Contea cessò di esistere con l’abolizione della feudalità. Questo glorioso passato fu purtroppo distrutto dal terremoto del 1693, lasciando solo alcuni monumenti come: il Portale De Leva, la facciata del Carmine, il Portale di Santa Maria di Betlemme, la Chiesa ed il Chiostro di S. Maria del Gesù.

l turismo è in forte crescita anche grazie all’inserimento nella Lista dei Beni dell’UNESCO e al contributo del caratteristico Cioccolato modicano esportato in tutto il mondo, e alla location della nota serie televisiva Il commissario Montalbano. Il trend di crescita del turismo ha beneficiato del successo della manifestazione Chocobarocco, dedicata alle produzioni artigianali del cioccolato, che ha fatto stabilmente inserire la città nei circuiti del turismo enogastronomico.

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